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Commento aggiornato al mese di Gennaio 2018

I listini europei trattano in cauto rialzo mentre gli investitori continuano a soppesare la recente corsa dei rendimenti dei titoli obbligazionari e il dollaro tratta in leggero calo dopo il primo discorso del presidente Usa, Donald Trump, sullo Stato dell'unione. 

Milano praticamente piatta, Londra sotto la parità mentre Francoforte e Parigi chiudono con segni diversi ma nell’intorno della parità. Le azioni asiatiche raggruppate nell'indice MSCI Asia Pacific hanno segnato il terzo giorno consecutivo di debolezza, la Borsa di Tokyo ha chiuso in calo dello 0,83% appesantita ancora una volta dalla contrazione degli indici azionari statunitensi e malgrado l'accelerazione della produzione giapponese. Chiusure in rosso anche in Cina, con Shanghai in ribasso dello 0,2% e Shenzhen dell'1,06%.

Per le materie prime, infine, prezzi dell'oro in aumento sui mercati asiatici sull'onda della debolezza del dollaro e dei bond Usa: il lingotto con consegna immediata guadagna lo 0,2% a 1.341 dollari l'oncia. Il petrolio quotato a New York aumenta le perdite dopo che nella settimana conclusa il 26 gennaio le scorte negli Stati Uniti sono salite di 6,776 milioni di barili a 418,359 milioni, più delle attese del mercato. Quando gli scambi Ue si avviano a chiusura, il contratto marzo al Nymex cede lo 0,73% a quota 63,98 dollari al barile.

In questo mese il dato più rilevante per l'Eurozona è la forte inversione di rotta a dicembre per le vendite al dettaglio in Germania. Dopo il +2,3% su base mensile di novembre, rivisto tra l'altro al ribasso a +1,8%, le vendite sono scivolate dell'1,9%, ben oltre il -0,4% atteso dal consensus. Su base annua, le vendite al dettaglio sono scese dell'1,9%, rispetto al +2,8% atteso e al +4,3% precedente (rivisto al ribasso dal +4,4% inizialmente comunicato).

Da registrare anche i dati sulla disoccupazione: battuta d'arresto per il mercato del lavoro a dicembre. Secondo le stime provvisorie diffuse dall'Istat, gli occupati sono scesi di 66 mila unità, il tasso di disoccupazione è calato al 10,8%, ai minimi dal 2012, ma sconta un forte incremento del numero degli inattivi (+112 mila unità). Per lo stesso motivo anche la flessione del tasso di disoccupazione giovanile, in calo al 32,2%, risente di un aumento nella stessa fascia di età del numero di non lavora né cerca un impiego. In Germania il tasso di disoccupazione ha segnato un nuovo minimo dal '92 al 5,4%. A livello di Eurozona, la disoccupazione è rimasta stabile all'8,7% mentre il tasso di inflazione annuale a gennaio è risultato in calo all'1,3% dall'1,4% a dicembre.

Il 2018 è iniziato con buoni auspici per il Regno Unito: a gennaio la fiducia dei consumatori inglesi, secondo il sondaggio Gfk, si è attestata a -9 punti, in miglioramento rispetto ai -13 precedenti. Il miglioramento non era atteso dal mercato. Gli analisti infatti si aspettavano una conferma a -13 punti. Come accennato, la produzione industriale del Giappone è aumentata a dicembre del 2,7% su mese, dopo il +0,5% di novembre, grazie alle esportazioni. Ha rallentato invece il settore manifatturiero in Cina, a gennaio 2018, pur rimanendo in territorio positivo per il diciottesimo mese consecutivo.