Performance Duet

Data di sottoscrizione

Commento aggiornato al mese di Agosto 2017

 

E’ stata una chiusura di mese con gli indici positivi in Europa. A dare slancio ai listini del Vecchio Continente i buoni dati sull'inflazione Ue, cresciuta ad agosto, e il buon andamento di Wall Street, che sconta anche la crescita dei sussidi settimanali di mille unità a 236 mila, in linea con le stime. Per l'euro è stata una chiusura debole con quota 1,19 ben lontano dall'1,2 visto soltanto pochi giorni fa. Del rafforzamento del biglietto verde ha beneficiato anche Tokyo, che grazie all'indebolimento dello yen ha vissuto una seduta positiva terminando le contrattazioni in rialzo dello 0,72%, complice anche l'attenuarsi delle tensioni sul fronte nordcoreano.

In Italia l'Istat ha rilevato a luglio un aumento della disoccupazione all'1,3% dovuto però principalmente al calo degli inattivi. Il numero degli occupati è invece cresciuto sfondando per la prima volta dal 2008 quota 23 milioni. Per la prima volta dal 2008, torna sopra quota 23 milioni: a luglio ha raggiunto quota 23.063 persone. Se si scorporano invece i dati sui nuovi occupati si evidenzia un aumento di 42 mila unità dei lavoratori dipendenti (23 mila stabili e 19 mila a termine) e 17 mila indipendenti. Buone notizie anche sul fronte dell'inflazione, salita ad agosto all'1,2%, mentre come detto i prezzi sono saliti anche nell'intera Eurozona. In Giappone, la produzione industriale è calata dello 0,8% mensile a luglio, dopo il +2,2% di giugno a fronte di un -0,3% atteso. In Cina l'attività manifatturiera è aumentata in agosto, contrariamente alle attese di mercato. L'indice pmi dei responsabili degli acquisti, pubblicato dall'ufficio statistico nazionale (Snb), si è attestato a 51,7 in agosto, dopo il 51,4 di luglio. Moody's rivede al rialzo le stime di crescita del nostro Paese. Secondo l'Agenzia di rating quest'anno e l'anno prossimo l'Italia crescerà dell'1,3% contro lo 0,8% e l'1% stimato in precedenza. La crescita è sostenuta "dalla politica monetaria e di bilancio e da una ripresa più forte nella Ue", spiega Moody's. Rivista in meglio anche la crescita economica della Germania al 2,2% e al 2% e della Francia all'1,6% sia per il 2017 che per il 2018. Nel complesso Moody's, nel suo Global macroeconomic outlook, stima una crescita per l'intera Eurozona del 2,1% nel 2017 e dell'1,9% nel 2018 dopo una espansione dell'1,7% nel 2016. "Gli indicatori suggeriscono un'accelerazione della crescita per il resto dell'anno e l'indice di fiducia dei consumatori ai massimi da 16 anni fa ben sperare per una ripresa dei consumi". L'agenzia arriva dopo una lunga serie di istituzioni che hanno già corretto al rialzo le previsioni di crescita dell'Italia. Dal Fondo Monetario Internazionale all'Ufficio Parlamentare di Bilancio, passando per Banca d'Italia e Confindustria fino all'Istat, che ha rilevato nel secondo trimestre una crescita acquisita dell'1,2% nei primi sei mesi dell'anno, già oltre l'1,1% indicato nel Def come crescita per l'intero 2017. Significa che attualmente, anche se la crescita dei prossimi due trimestri fosse pari a zero, comunque il dato finale sarebbe superiore alle stime del governo.